Polmonite: che cos’è, sintomi e come curarla

Polmonite: che cos'è, sintomi e come curarla

La polmonite è una malattia pericolosa per la vita causata da un virus o da un batterio che crea un’infezione nei polmoni. I sacchi d’aria nei polmoni si riempiono di pus e altri liquidi, il che rende difficile la respirazione. Entrambe le forme di polmonite, virale e batterica, colpiscono rapidamente e possono essere pericolose se non trattate. In molti casi, la polmonite può presentarsi come un comune raffreddore o una brutta tosse, ma le infezioni batteriche possono svilupparsi senza precedenti sintomi del raffreddore.

Sintomi e manifestazioni della polmonite

Di seguito, sono riportati i sintomi e le manifestazioni più comuni della polmonite:

  • Febbre alta – tipicamente oltre i 38 gradi e accompagnata da brividi e dolori muscolari.
  • Fatica – sonnolenza, debolezza e mancanza di energia
  • Respiro affaticato – il respiro può essere rapido ma poco profondo, dallo stomaco invece che dal petto, e con un eccessivo arrossamento del naso o affanno.
  • Tosse – il muco (che può essere arrugginito o di colore verde) può essere espulso dai polmoni. In casi gravi, il muco può essere tinto di sangue.
  • Colorazione blu – pelle di colore blu o colorata (nei neonati, questo è visibile soprattutto intorno alle labbra e al viso).
  • Dolore – dolore toracico o addominale, a seconda di quale parte del polmone o dei polmoni sono infettati.
  • Problemi allo stomaco – nausea, vomito e persino diarrea

Come prevenire la polmonite

Non ci sono metodi garantiti per evitare la polmonite, ma ci sono alcune misure preventive che possono essere adottate per ridurre al minimo il rischio di polmonite. L’igiene, soprattutto nei bambini – lavare le mani, risciacquare spesso biberon o altri oggetti con cui vengono a contatto – è fondamentale, per evitare la contrazione di alcuni batteri.

Trattamento della polmonite

La polmonite non può essere trattata con metodi naturali, è necessario consultare un medico e immediatamente. E’ importante fidarsi del proprio istinto e chiedere aiuto: una continua tosse umida è in realtà una parte utile del processo di guarigione, quindi è fondamentale non utilizzare soppressori della tosse ed espettoranti senza prima consultare un medico.

Per la polmonite batterica, il medico può prescrivere antibiotici; un enorme miglioramento di solito segue la seconda dose. Gli antibiotici non possono essere usati per trattare la polmonite virale.

Nel caso in cui si abbia una crisi in casa, soprattutto per un bambino, e c’è poco tempo per chiamare un dottore, si può seguire questa procedura: dopo essersi immersi per 10 minuti in un bagno pieno di vapore, è fondamentale fare la mano a coppa per pestare saldamente la schiena e il torace per alcuni minuti. Questo trattamento può causare la tosse, segno sta funzionando. I medici raccomandano questo trattamento sia per la polmonite batterica che virale.

Rimedi naturali per curare il mal d’orecchie

Mal d'orecchie, rimedi naturali per curare il mal d'orecchie

Il mal d’orecchie può rendere la vita difficile da godere. Se non trattato, qualsiasi tipo di dolore all’orecchio può portare a problemi di salute più gravi: per questo motivo è importante affrontare al più presto qualsiasi cambiamento della salute dell’orecchio: tuttavia, come per le principali condizioni dell’organismo umano, a medicine e consulti medici, si possono associare rimedi naturali; ecco quali sono i rimedi naturali migliori per curare il mal d’orecchie. 

Conseguenze del mal d’orecchie

Il modo in cui un mal d’orecchie viene avvertito da una persona potrebbe non essere lo stesso per qualcun altro, perché le persone provano il dolore all’orecchio in una varietà di modi diversi. Allo stesso modo, la causa di un mal d’orecchie varia a seconda di una serie di fattori: ad esempio, il dolore che qualcuno prova può essere dovuto a un problema che ha origine in un orecchio o in entrambi. In altri casi, il mal d’orecchio è il risultato di altri problemi di salute di fondo che colpiscono le orecchie. Alcune cause comuni di mal d’orecchi includono:

  • Infezione dell’orecchio: Le infezioni possono verificarsi all’interno dell’orecchio (otite interna) o all’esterno dell’orecchio (otite esterna).
  • Canale uditivo bloccato: un canale uditivo bloccato potrebbe essere un segno di cerume che si è indurito o che si è spinto troppo oltre il canale.
  • Una variazione della pressione dell’orecchio: questo può verificarsi quando si vola su un aereo, durante la discesa o la salita.
  • Mal di gola
  • Infezione del seno
  • Un oggetto estraneo intrappolato nell’orecchio

Rimedi naturali per curare il mal d’orecchie

Non tutti i mal d’orecchie richiedono una seria attenzione medica. Nella maggior parte dei casi, il mal d’orecchie, anche se scomodo e fastidioso, può sparire anche senza il bisogno di cure speciali o medicine. Tuttavia, quando si conoscono le cause e i sintomi, si è meglio attrezzati per gestire il dolore all’orecchio e scegliere il giusto trattamento. Fortunatamente, ci sono diversi rimedi per il mal d’orecchi che possono aiutare ad alleviare i sintomi, tra cui alcuni rimedi naturali e non solo. 

Medicina da banco

Molti antidolorifici che potete trovare nel vostro negozio di alimentari o in una farmacia locale forniscono un efficace sollievo dal mal d’orecchie. Prima di spendere soldi per vedere un medico e comprare antibiotici costosi, la cosa migliore che si può fare è andare in farmacia e prendere dell’ibuprofene o dell’aspirina.

Asciugamano caldo o impacco di ghiaccio

Un rimedio che sembra funzionare abbastanza per molte persone con dolori all’orecchio è un asciugamano caldo o un impacco di ghiaccio, da posizionare sull’orecchio interessato dal dolore: dopo 10 minuti, si potrà spostare l’impatto o l’asciugamano sull’altro orecchio se il dolore è presente in entrambi.

Gocce per orecchie

Le gocce per il dolore rappresentano una buona opzione di trattamento. Tra quelle più efficaci ci sono Antipirina e benzocaina, in grado di fornire sollievo dal dolore all’orecchio, che possono essere trovate nella maggior parte delle farmacie locali. Esistono anche gocce per le orecchie a base di estratti di erbe che possono essere più adatte a certe persone. Tuttavia, se decidete di usare le gocce per le orecchie, dovreste parlare prima con il vostro medico di base per essere sicuri del vostro acquisto.

Posizioni da adottare durante il sonno

Alcune posizioni possono peggiorare o migliorare i sintomi del mal d’orecchi. Se si avverte un dolore all’orecchio, non si deve dormire sul lato in cui si avverte il dolore. Provate a dormire con l’orecchio dolorante sollevato: questa posiziona dovrebbero ridurre il dolore e non aggravarlo ulteriormente.

Gomma da masticare

Mangiare una gomma da masticare è probabilmente la soluzione più pratica, soprattutto se il dolore all’orecchio è legato alla pressione causata dall’essere su un aereo.

I rimedi naturali sono efficaci per la cura del mal d’orecchie?

I rimedi naturali sono rapidi e convenienti, ma non devono sostituire i consigli del proprio medico. Quando si avverte una sensazione negativa nel proprio organismo – che si tratti delle orecchie o di qualsiasi altra parte del corpo – è importante assicurarsi che non ci sia niente di grave.

Se non notate alcun miglioramento dopo aver provato alcuni rimedi casalinghi per un mal d’orecchie, dovreste parlare al vostro medico dei sintomi che provate: nella maggior parte dei casi, il mal d’orecchi è un problema temporaneo che può andare via con un po’ di cure, tuttavia, se i sintomi peggiorano o non si vedono miglioramenti dopo diversi giorni, dovreste sicuramente rivolgervi a un operatore sanitario.

La carne grigliata causa tumori? Come ridurre il rischio di cancro

Carne grigliata, sviluppo del tumore, correlazione tra carne grigliata e cancro

Grigliare la carne è una tradizione ormai consolidata in tantissime culture, ma non è la cosa più sana da fare. Un corpo sempre più crescente di ricerche suggerisce che cucinare le carni sopra una fiamma è legato allo sviluppo cancro: la combustione di legno, gas o carbone emette sostanze chimiche note come idrocarburi policiclici aromatici. L’esposizione a questi cosiddetti IPA è nota per aver causato tumori a pelle, stomaco e fegato di diversi animali da laboratorio: studi epidemiologici suggeriscono che, quando gli IPA di una fiamma si mescolano con l’azoto, ad esempio in pezzo di carne, possono formare IPAH nitrati, o NPAH, che sono ancora più cancerogeni dei PAH negli esperimenti di laboratorio. La conclusione ragionevole, quindi, è che la carne alla griglia può essere pericolosa per la salute.

Le ricerche sulla connessione tra carne grigliata e cancro

Le ricerche che possano collegare lo sviluppo del cancro alla cottura della carne su una fonte di combustione si sono accumulate per decenni. Gli epidemiologi hanno notato, per la prima volta, una connessione tra il consumo di cibi affumicati e il cancro allo stomaco negli anni ’60 in Giappone,  Russia e Europa orientale, dove affumicare è un modo popolare per conservare carne e pesce:  le realtà orientali sono diventate oggetto di ricerca sul cancro gastrico.

Studi più recenti suggeriscono che mangiare carni affumicate può portare al cancro anche al di fuori del tratto gastrointestinale. Uno studio del 2012, ad esempio, ha collegato il consumo di carne affumicata al cancro al seno. Nei decenni successivi alle prime scoperte è diventato chiaro che affumicare non è l’unico metodo di cottura problematico: la pancetta fritta, ad esempio, produce livelli significativi di IPA, probabilmente a causa della volatilizzazione del carbonio nell’alimento stesso. Uno studio iraniano ha scoperto che le persone che sviluppano alcuni tipi di tumori gastrointestinali hanno maggiori probabilità di avere una dieta ricca di cibi fritti piuttosto che bolliti: in questo caso, i ricercatori hanno collegato il livello di rosolatura all’incidenza del cancro.

La FDA e l’OMS rimangono anche preoccupati per la presenza negli alimenti di acrilammide, noto agente cancerogeno che si forma da zucchero e aminoacidi quando viene cotto ad alte temperature. Sono attualmente in corso studi a lungo termine che possano dimostrare che cucinare gli alimenti ad alte temperature, anche senza combustione attiva, può essere pericoloso.

Nessuno di questi studi è definitivo: è possibile che altre variabili spieghino le correlazioni tra cancro e cottura su fiamma o a calore elevato, o che la cancerogenicità degli IPA osservata in studi su animali ne sovrastimi il rischio. Ma i rischi valgono la pena di essere presi sul serio.

Come ridurre il rischio di cancro?

Rinunciare alla cottura ad alto calore è un’idea radicale. Cucinare a fuoco vivo è un’antica pratica che precede la nascita della specie, e può aver praticamente creato gli esseri umani moderni. L’odore e il sapore della carne carbonizzata sussurrano ai propri sé primordiali, evoca la sicurezza e la comunità di raccogliersi attorno al fuoco. È quasi più istinto della tradizione. Anche i ricercatori che studiano gli IPA smettono di raccomandare i divieti sulla cucina ad alto calore.

Ma le prove suggeriscono che accucciarsi intorno ad una fonte di calore e cercare il cibo è un’abitudine che bisogna considerare di interrompere.

Come preparare il perfetto fish & chips: ingredienti e procedimento da seguire

Fish & Chips, procedimento per effettuarlo, ingredienti

Se si prepara un fish & chips di grande livello si riuscirà a competere con i migliori ristoranti in grado di preparare questa pietanza tradizionale in tantissime culture. Si tratta di un piatto amato da tante persone e che, se preparato nel modo migliore possibile, sarà in grado di regalare gioie per il proprio palato: ecco come preparare il perfetto fish & chips!

Consigli da seguire per preparare il perfetto fish & chips

Questa ricetta di pesce è, probabilmente, quella preferita di tutti, non soltanto nelle culture che prediligono e amano il fish & chips, ma anche tra tutte quelle persone che che sono amanti del pesce.

Quando è fatta bene, questa ricetta rivaleggia con tutto ciò che si può comprare e trovare in ristoranti vicino al mare o all’oceano. Chiaramente, per chi abita in zone di mare o nei pressi dell’oceano, utilizzare il pesce fresco è assolutamente consigliato; in alternativa, si può utilizzare tranquillamente un merluzzo opportunamente acquistato, fritto per un paio di giorni, e da non congelare assolutamente!

Ciò potrà portare ad un’enorme differenza nel sapore e nell’aspetto finale del fish & chips. Ovviamente, allo stesso tempo, mentre si bada alla miglior realizzazione possibile del pesce, anche le patate devono essere trattate nel migliore dei modi, in modo da bilanciare perfettamente i sapori. 

Come preparare le patatine fritte

Il procedimento da seguire per realizzare le patatine fritta è fondamentale per la realizzazione di un ottimo fish & chips: la prima cosa da fare è realizzare patatine fritte dello spessore che si desidera, partendo da 4 o 5 patate. Le patate andranno poi fritte in friggitrice per circa 6/7 minuti, fino a quando non raggiungeranno la doratura desiderata. Una volta che ciò sarà accaduto, le patate dovranno essere trasferire su una teglia da cospargere di sale e tenere in forno caldo a circa 200 gradi.

Questi pesce e patatine fritte saranno croccanti, saporiti e deliziosi, si otterrà la ricerca perfetta! Il consiglio è abbinarli con salsa tartara o aceto di malto.

Ingredienti per quattro persone

  • 450 grammi di merluzzo in filetti senza e sfilettati;
  • 1 tazza di farina;
  • 1 tazza di brodo di manzo;
  • 2 uova;
  • 1/2 cucchiaino di lievito in polvere;
  • 1/2 cucchiaino di sale;
  • 1/2 cucchiaino di pepe;
  • Aceto di malto (o spicchi di limone e salsa tartara).

Procedimento

La prima cosa da fare è mescolare la farina normale con il brodo di carne bovina, le uova, il lievito, il sale e il pepe: il procedimento sarà eseguito fino ad ottenere un composto omogeneo.

Immergete il pesce nella pastella, poi rivestire con altra farina; friggete in olio di semi in una padella profonda o in una friggitrice per 6/7 minuti, fino alla doratura desiderata. Condite con aceto di limone o malto e immergete nella salsa tartara.

Valori nutritivi

Calorie: 344kcal | Carboidrati: 47g | Proteine: 30g | Grassi: 3g | Grassi saturi: 1g | Colesterolo: 131mg | Sodio: 608mg | Potassio: 628mg | Fibra: 2g | Zucchero: 1g | Vitamina A: 165IU | Vitamina C: 1.2mg | Calcio: 66mg | Ferro: 3.5mg

Registrarsi a MètaSalute: ecco come fare

Registrarsi a MètaSalute

Cosa è MètaSalute

Conosciamo molto bene il Servizio Sanitario Nazionale in cui centri di eccellenza, infermieri qualificati, medici dalle eccezionali capacità, fino agli addetti ai servizi tecnici, tutto concorre a tutelare la salute dei cittadini, a curarli nel migliore dei modi per qualunque patologia si presenti.

La Sanità italiana è riconosciuta come una delle migliori del mondo come capacità di prendersi cura dei cittadini, dunque siamo molto riconoscenti a tutti gli operatori che operano in questo settore che, però, ha un neo piuttosto grande: i tempi di attesa.

Certamente se il medico di base o lo specialista ravvisa un carattere d’urgenza, il SSN fa fronte a tale urgenza ma se hai un problema non urgente, devi affrontare i lunghi tempi di attesa per visite ed esami specifici e lo stato di salute nel frattempo potrebbe peggiorare; questo, chiaramente non va bene, non dipende dagli operatori della Sanità ma dall’organizzazione dello stessa.

La via per poter provvedere a curarsi dovutamente senza attendere tempi lunghi è utilizzare la sanità privata ma il costo spesso non è affrontabile da molte persone. Per questo esistono le assicurazioni sanitarie che permettono di affrontare le spese sanitarie necessarie per la prevenzione e la cura.

I lavoratori del settore metalmeccanico hanno un’opportunità in più, avendo diritto di usufruire di un fondo integrativo di assistenza sanitaria, riservato, appunto ai lavoratori metalmeccanici, un fondo chiuso, quindi.

Tutti i lavoratori metalmeccanici hanno diritto ad iscriversi a tale fondo e utilizzarne i servizi e tale possibilità è estesa anche ai loro familiari conviventi, appartenenti al medesimo nucleo familiare. Come fare per registrarsi a MètaSalute? Lo vediamo subito.

Come fare la Registrazione

Al momento dell’assunzione l’azienda provvede alla creazione di un tuo profilo identificato attraverso il codice fiscale, quindi per eseguire la registrazione hai bisogno di avere a portata di mano questo documento. Per iniziare la Registrazione devi intanto collegarti al sito www.fondometasalute.it, potrebbe apparirti un messaggio all’apertura della pagina: se ciò accade, chiudilo e poi scorri la pagina verso il basso e fai un click sull’area verde “Area Riservata” inseguito a questo premi il pulsante “Registrati” e seleziona la voce “Dipendente” che trovi accanto alla voce “Seleziona le tipologia di utenza”.

Si apre una nuova pagina nella quale trovi la voce “Codice Fiscale Dipendente” dove dovrai digitare il tuo codice fiscale e mettere un segno di spunta accanto alla voce “Accetto” per autorizzare il trattamento dei dati.

Eseguiti questi passaggi devi apporre un altro segno di spunta accanto alla voce “Dichiaro di aver preso visione visione dell’allegato Regolamento del Fondo in ogni sua parte” e clicca su “Avanti”. Se dovesse apparirti un messaggio che ti rende noto che il tuo codice fiscale non è presente negli archivi del fondo, si presentano tre diversi casi:

  • Il Fondo non ha ancora aggiornato i dati forniti dall’azienda
  • L’azienda non ha ancora provveduto a registrare i tuoi dati
  • Si è verificato un errore nell’inserimento del tuo Codice Fiscale, un errore di digitazione.

A questo punto verifica con il Responsabile della tua Azienda se ha provveduto all’inserimento dei tuoi dati e se questo è confermato, fai verificare che non ci sia un errore di digitazione del tuo codice fiscale. Se da parte dell’azienda tutto è stato fatto e correttamente, prova ad attendere ancora qualche giorno per fare la registrazione.

Se tutto va bene, invece, inserisci i tuoi dati Username, Password, email e conferma l’email e clicca il pulsante “Avanti”. Nella schermata che si apre ti verranno richiesti altri dati personali di carattere anagrafico, inseriscili e conferma tutto con “Avanti”.

Ultimo passo da compiere è visualizzare il riepilogo dei dati che hai inserito e, se sono tutti corretti, premi il pulsante “Conferma ed invia email di registrazione”. In pochi secondi riceverai una mail sulla tua posta elettronica contenente un Link che dovrai selezionare per terminare la procedura. Ogni volta che vorrai accedere a MètaSalute non dovrai fare altro che fare il Login con username e password che hai impostato nella fase di registrazione.

L’alimentazione dei bambini

alimentazione dei bambini

L’alimentazione è un fattore fondamentale per il corretto sviluppo del bambino e per ridurre al minimo il rischio di insorgenza di problemi di salute quando il bambino sarà adolescente prima e adulto poi. Purtroppo spesso la loro alimentazione non è corretta. Ecco cosa fare.

Alimentazione: un vero problema

Nel mondo occidentale, soprattutto, l’alimentazione delle persone è generalmente scorretta ma soprattutto lo è quella dei bambini. I dati sono allarmanti: nel 2015 risultava in sovrappeso il 24,9% dei bambini e degli adolescenti, con punte ancora più allarmanti soprattutto nel sud Italia.

In queste aree, si sa, si mangia bene, nel senso che i piatti sono ricchi, gustosi e parecchio abbondanti. Naturalmente non si può generalizzare, ma la maggiore incidenza di sovrappeso infantile è un dato innegabile e grave.

Un bambino in sovrappeso, decisamente “in carne” non è un bambino sano, come popolarmente si crede, ma un bambino esposto a rischi, se non immediati, nel suo prossimo futuro. Occorre, quindi, in generale, impostare una corretta educazione alimentare nei bambini ma questo non può non passare per una corretta alimentazione di tutta la famiglia.

I problemi del sovrappeso infantile

Basta osservare alcune famiglie per rendersi conto di quanto sia vero ciò che abbiamo appena esposto: si vedono mamme, papà e figli tutti piuttosto “abbondanti”. Molti sostengono che si tratti di una questione genetica o ormonale, costitutiva si potrebbe dire.

E’ vero che esistono alcuni stati metabolici, delle malattie che portano al sovrappeso e all’obesità ma nel complessivo dei casi sono una percentuale esigua. Nella maggior parte dei casi si tratta di cattive abitudini alimentari e scarsa attività fisica.

Alcuni medici piuttosto crudi nelle loro affermazioni sostengono con i loro pazienti obesi che dicono di mangiare pochissimo e di ingrassare comunque, che nei campi di concentramento tutti mangiavano pochissimo e di grassi non se ne vedevano.

I bambini in sovrappeso rischiano di sviluppare veri disturbi di carattere ormonale e funzionali di alcuni organi; molti di loro svilupperanno il diabete da adulti e le femmine possono andare incontro a problemi anche notevoli dal punto di vista ormonale con disturbi anche di carattere sessuale e di fertilità.

Non parliamo dell’incremento in età più avanzata del rischio di infarto e ictus e in tempi più brevi anche di una certa percentuale di rischio di sviluppo di Tumori: le ricerche di molti scienziati rivelano la drammaticità di questo tipo di rischio.

Come deve essere l’alimentazione dei bambini

É importante che i bambini assumano notevoli quantità di frutta, verdure, cereali, legumi. Anche la carne è loro necessaria, sia di pollo o tacchino che carne rossa, necessaria per la formazione dei globuli rossi e per il sistema immunitario ma con grande moderazione.

Al contrario occorre limitare al minimo il consumo di dolci e di grassi. Il consumo di pesce è altamente consigliato ma ci rendiamo conto che far mangiare ai bambini verdura e pesce è spesso un’impresa ardua.

Tutto nasce dalle abitudini familiari: se fin dalla prima infanzia in famiglia si consumano verdure e pesce, il bambino da sempre sarà abituato a questi gusti e non avrà nessuna difficoltà a seguire questa alimentazione. E’ evidente il ruolo della famiglia nella corretta alimentazione dei bambini.

Merendine & co.

La maggior parte dei bambini a scuola consuma una merendina. Nulla di più sbagliato: piuttosto al mattino preparategli un tramezzino di prosciutto o con altro companatico di carattere sano, niente crema al cioccolato spalmabile, marmellata e simili.

Il bambino, poi, a casa, andrà certamente alla ricerca di patatine, snack vari e cose simili, andando a peggiorare decisamente la situazione. Per merenda andrà, invece, benissimo un frutto, uno yogurt, un frullato di frutta che danno molte vitamine e sali minerali utili al bambino.

Evitate di andare a mangiare nei Fast Food: il cibo che si consuma in questi luoghi non va bene né per il bambino né per i genitori. Un’eccezione ogni tanto va bene, è gratificante e quindi assume anche una valenza positiva ma che non sia la norma.

Anche nella cucina casalinga cercate di ridurre al minimo l’uso di condimenti, grassi, salse. Ottimo l’olio d’oliva da usare a crudo ma assolutamente no ai grassi idrogenati, tipo margarina, per capirci, veramente dannosi per l’organismo di tutti, di più per i bambini.

Infine cercate di evitare i cibi surgelati prefritti o precotti. I surgelati sono ottimi per le verdure, per  i gelati che sono anche sani se in piccole quantità ma assolutamente evitate i piatti come, ad esempio, lasagne e cannelloni pronti o le minestre e risotti in busta, carichi di conservanti ed altri additivi e insaporitori che non fanno assolutamente bene.

Il bruciore allo stomaco

bruciore allo stomaco

Molte persone accusano una sensazione di bruciore allo stomaco con localizzazioni diverse. In molti casi ciò che viene riferito come “bruciore alla stomaco”, in realtà, è un problema all’esofago e solo marginalmente interessa veramente lo stomaco. Attenzione a non confondere il bruciore allo stomaco con patologie cardiache.

Differenziare l’origine del problema

La cosiddetta Pirosi retrosternale, la sensazione di bruciore riferita come localizzata “alla bocca dello stomaco”, quasi sempre è da riferire ad un’infiammazione dell’esofago, anche sovente associato a fenomeni di reflusso di cibo o di succhi gastrici.

Si presenta quasi sempre a seguito di pasti abbondanti e assunzione di alcool. L’abbondante consumo di cioccolato e cibi ricchi di grassi facilitano questo problema. Talvolta, in numerosi casi, la sensazione di acido arriva fino alla bocca.

Spesso si accompagna a rigurgito, ossia la risalita del cibo dallo stomaco verso la bocca anche se non si realizza l’episodio di vomito. In questi casi il disturbo peggiora coricandosi, cosa che spesso si fa dopo un pasto abbondante ma che è altamente sconsigliabile.

L’origine gastrica

Quando l’origine è veramente gastrica, si noterà un senso di pienezza dello stomaco, sazietà precoce e quasi sempre si associa anche nausea e vomito. L’assunzione di antiacidi migliora o risolve il problema.

A volte, però, si confonde il bruciore gastrico con problemi cardiaci; L’infarto cardiaco e l’angina pectoris spesso vengono avvertiti come dolore e bruciore allo stomaco ma vi sono differenze ben identificabili.

Nell’origine cardiaca, il problema risulta insensibile agli antiacidi e si vive anche un senso di oppressione toracica, una mancanza di fiato. L’insorgenza è quasi sempre improvvisa e non trae beneficio dal riposo, eccetto la sindrome anginosa che, al contrario migliora con il riposo per peggiorare nuovamente facendo qualche sforzo che, talvolta, è anche solo camminare.

Spesso, poi, il dolore si irradia alle braccia, alla mandibola, al dorso e al collo. In questa condizione occorre ricorrere al medico in brevi tempi.

 Cause del reflusso gastroesofageo

La mucosa dell’esofago è in costante contatto con il contenuto gastrico. Questo provoca una facilità di infiammazione della stessa mucosa, l’esofagite. Alcune condizioni costituiscono un fattore di maggiore rischio di insorgenza di questo problema:

  • Sedentarietà
  • Obesità
  • Fumo
  • Uso di alcoolici
  • Consumo di cibi ad alto contenuto di grassi

Il reflusso gastroesofageo è spesso presente durante la gravidanza e trae, in questo caso, origine sia dal particolare quadro ormonale sia da fattori di compressione meccanica legati alla crescita della pancia.

L’azione di farmaci

Molti farmaci hanno un’azione irritante sulla mucosa dell’esofago e su quella dello stomaco. Tra i farmaci di uso più comune capaci di provocare problemi di questo genere troviamo prima di tutto i FANS, ampiamente utilizzati anche al di fuori dell’ordine medico per aiutare nella soluzione di dolori di vario genere.

Chi non soffre spesso di mal di testa e per combatterlo non usa tipicamente l’ibuprofene oppure l’Aspirina? L’elenco di farmaci con azione negativa su stomaco e esofago è lunga, in realtà sono pochi quelli per cui questo effetto collaterale non sia segnalato nel foglietto illustrativo.

Le Gastriti

La gastrite è l’infiammazione della mucosa dello stomaco che può avere le stesse cause dell’esofagite ma anche parecchie altre cause:

  • Gastrite da Helicobacter Pylori
  • Gastrite da farmaci (specialmente della categoria dei FANS)
  • Gastrite Atrofica Autoimmune

L’Helicobacter Pylori

Si tratta di un batterio ampiamente presente in natura che si insinua nello stomaco replicandosi rapidamente. Entra nell’organismo attraverso cibi e con le mani non pulite. Ha la capacità di vivere bene nell’ambiente acido dello stomaco dove altri batteri muoiono.

Si può dimostrare la causa identificata in questo batterio tramite una gastroscopia con biopsia per analizzare il tessuto e ricercare nello specifico questo batterio. Oggi sono stati messi a punto anche altri test meno invasivi come l’analisi del respiro o nella ricerca di antigeni per questo batterio nelle feci.

In questo caso la terapia consiste nella somministrazione combinata di antiacidi e antibiotico. Se non trattata, trascurata, l’infezione da helicobacter Pylori può facilmente sfociare in un’ulcera gastrica e addirittura anche in un tumore dello stomaco.

La gastrite può essere provocata da farmaci, particolarmente i FANS. In questi casi, se possibile, questi farmaci devono essere sospesi ma non sempre questo è possibile, quindi occorre assumere dei farmaci gastroprotettori, che funzionano in diversi modi ma sarà preferito un farmaco inibitore della pompa protonica.

Ogni qualvolta per qualsiasi motivo si debba assumere un farmaco lesivo dello stomaco, andrebbe sempre prescritto e assunto un gastroprotettore per prevenire danni alla mucosa gastrica.

Gastrite atrofica autoimmune

Si tratta di una malattia che vede coinvolto il sistema immunitario che per vari motivi va ad aggredire le cellule della mucosa gastrica, in particolare quelle capaci di assorbire la vitamina B12 e il ferro.

Per questo motivo in questa patologia si presenta anche una forma anemica dovuta al mancato o ridotto assorbimento di queste due sostanza, essenziali contro l’anemia. La Gastrite atrofica autoimmune  può avere conseguenze anche serie:

  • Formazione di polipi
  • Aree di Metaplasia
  • Displasia
  • Neoplasia gastrica

Se soffri di bruciore allo stomaco, la prima cosa da fare in assoluto è cambiare lo stile di vita e l’alimentazione eliminando i cibi irritanti per stomaco e esofago.

Colesterolo alto: dieta e cura

Colesterolo

Cos’è il colesterolo

Il colesterolo è una sostanza non idrosolubile, grassa, che si trova in circolo nel nostro corpo attraverso la circolazione sanguigna; la sua presenza è dovuta ad una produzione propria, ad opera del fegato, ma anche introdotto con gli alimenti.

Il colesterolo si trova in tutte le membrane delle cellule ed è necessaria al corpo umano per la produzione di Vitamina D, acidi biliari e ormoni steroidei, quindi la demonizzazione del colesterolo, in realtà, è errata, non esiste una cosa buona in assoluto o un altra assolutamente cattiva, tutto dipende dalle quantità, dalla loro presenza, quindi anche il colesterolo deve essere presente nell’organismo ma non oltre una certa quantità, oltre la quale può provocare dei problemi.

La quantità di colesterolo nel sangue si chiama “colesterolemia”, quando è eccessiva si aggiunge al termine appena determinato il suffisso Iper- e questa condizione, che non provoca alcun sintomo evidente, rappresenta un pericolo per la salute, in particolare per il sistema cardiocircolatorio, avendo la capacità di depositarsi all’interno di vene e arterie tendendo a ostruire il vaso sanguigno impedendo la circolazione: questo meccanismo è alla base di infarti e ictus oltre a molti altri problemi connessi alla circolazione.

Come abbiamo accennato, il colesterolo non è solubile in acqua, quindi avrebbe ampie difficoltà a circolare con il sangue che è un tessuto acquoso e per questo la natura ha previsto un meccanismo, il legame con due proteine, le lipoproteine LDL e HDL capaci di far arrivare il colesterolo in tutto l’organismo per realizzare importanti reazioni biochimiche.

Le lipoproteine LDL hanno la funzione specifica di trasportare il colesterolo in tutto l’organismo, per questo è denominato “Colesterolo cattivo” in quanto è il mezzo di maggiore presenza del colesterolo nei asi sanguigni, quindi il mezzo che consente all’eccesso di colesterolo di esplicare la sua azione negativa. L’HDL, invece, provvede al meccanismo opposto, ovvero sottrae il colesterolo e i trigliceridi ai tessuti per riportarlo al fegato.

Per questo motivo è chiamato “Colesterolo buono”.  Questa azione impedisce l’accumulo del colesterolo nei vasi sanguigni, evitando la formazione di placche e ostruzioni.

I valori del colesterolo

Da quanto detto, si comprende come il rapporto tra LDL e HDL sia importante, deve trovare un suo bilanciamento; il rapporto tra Colesterolo totale e quello Buono rappresenta il rischio cardiovascolare che dovrebbe restare al di sotto di 5 per gli uomini e  4,5 per le donne ma oggi si considera soprattutto il livello di LDL come parametro per valutare le situazioni di rischio e il valore di rischio è considerato intorno ai 70 mg/dl o inferiore a questo valore mentre si considera un soggetto sano se presenta un valore oltre a 100 mg/dl.

Il colesterolo, lo sanno tutti, è introdotto anche con l’alimentazione essendo contenuto in abbondanza in:

  • panna, burro, formaggi e latticini in generale
  • carne, soprattutto quella rossa e compresi gli insaccati, le frattaglie eccetera
  • snack e merendine e molto altro.

Al contrario vegetali e pesce sono ricchi di acidi grassi polinsaturi che contrastano il colesterolo cattivo a favore di quello buono; la varietà degli alimenti è il mezzo migliore per assicurare un corretto bilanciamento del colesterolo nell’organismo. In particolare occorre evitare pasti troppo abbondanti e limitare il consumo di carne, soprattutto rossa a un paio di volte alla settimana.

Esistono anche forma di ipercolesterolemia indipendenti dall’alimentazione, predisposizioni familiari e ipercolesterolemie primarie non regrediscono nemmeno con le diete più corrette e in questi casi è necessario intervenire con farmaci capaci di ridurre il colesterolo, le statine innanzitutto.

Malfunzionamenti del fegato,  dei reni della tiroide e dell’intestino possono essere causa dell’incremento del colesterolo. Per ridurlo può essere anche utile l’assunzione regolare di probiotici. Utilissima anche un’adeguata attività fisica che riduce certamente il colesterolo, nell’ambito di una sana alimentazione.

La Cura dell’Allergia

Cura dell'Allergia

L’allergia è una reazione dell’organismo contro agenti che vengono riconosciuti dal sistema immunitario come aggressori ma tale reazione è caratterizzata da un elemento spropositato rispetto alla pericolosità degli stessi. Spesso l’allergia si verifica come problemi respiratori, scatenati da pollini di piante oppure da contatto con sostanze che provocano la reazione allergica.

L’approccio all’allergia

Nella valutazione di come affrontare l’allergia occorre tenere conto delle caratteristiche individuali della stessa e della rilevanza dei sintomi e dei problemi che provoca.

Soprattutto nella stagione primaverile ma anche estiva, nell’aria si trovano molti pollini rilasciati dalle infiorescenze che vengono inalati dalle persone. Questi causano, quindi, quelle che sono classificate come “Allergie inalatorie” che vanno a colpire soprattutto l’apparato respiratorio ma anche gli occhi.

Tipica è la rinite allergica che spesso si accompagna anche alla congiuntivite allergica, l’arrossamento degli occhi con forte sensazione di prurito e lacrimazione per via dell’infiammazione delle congiuntive provocate dagli allergeni presenti nell’aria e che vengono a contatto con tali mucose.

In altri casi l’allergia può provocare una reazione bronchiale con la contrazione delle pareti bronchiali, soprattutto quelle di minor calibro facendo insorgere l’asma bronchiale.

Questa può essere di diversi gradi, da lieve a severa, con rischio di ipossia generalizzata ma soprattutto cerebrale, fino ad arrivare a mettere a rischio la vita della persona.

E’ chiaro che l’approccio terapeutico deve essere diversificato in base ai problemi che l’allergia provoca.

Cosa considerare nella cura dell’allergia

Nella cura dell’allergia, quindi, occorre considerare più fattori come la gravità dei sintomi, la durata dell’allergia, lo stato di salute generale della persona, la risposta individuale ai farmaci, la sede interessata dall’evento allergico.

In tutti i casi di reazione allergica nell’organismo si libera l’Istamina, una proteina che attiva i processi infiammatori nelle cellule, a difesa dall’agente allergico. Di fatto, è l’azione dell’istamina a causare tutti i sintomi allergici, per cui il rimedio principe nell’allergia è costituito da farmaci in grado di contrastare il rilascio dell’istamina, farmaci detti antistaminici.

Nei casi più severi, quando l’allergia provoca asma severa e nei casi in cui la risposta agli antistaminici risulta insufficiente, il medico potrà optare per una terapia cortisonica.

La Cura locale

L’allergia provoca congestione nasale che ostacola la normale respirazione e provoca notevole gocciolamento nasale, irritando ulteriormente anche le narici e peggiorando il quadro infiammatorio.

A contrasto di ciò si possono utilizzare degli spray nasali che hanno la funzione di decongestionare le mucose riducendone l’infiammazione ma altri prodotti, sempre sotto forma di spray nasali, formano una sorta di pellicola sulle mucose, impedendo il contatto con gli allergeni, i pollini, determinando la riduzione dell’infiammazione e della conseguente congestione.

Particolare attenzione dovrà essere posta dal medico a particolari condizioni come la gravidanza e l’allattamento e la presenza di altre patologie quali il diabete, l’ipertensione, il glaucoma e molte altre e negli anziani.

Il Vaccino iposensibilizzante

Il cosiddetto “Vaccino” consiste nella somministrazione di piccole dosi dell’agente cui si è allergici al fine di indurre una reazione più modulata da parte del sistema immunitario verso l’allergene specifico.

Si decide per il vaccino quando la risposta alle altre terapie sia insufficiente e i sintomi particolarmente severi oppure quando l’utilizzo dei comuni farmaci non sia possibile per particolari situazioni del paziente e per effetti collaterali non gestibili.

Il vaccino viene somministrato per un lungo periodo, variabile tra i tre e i cinque anni e solitamente sortisce nel lungo periodo un effetto parecchio positivo con la riduzione netta della reazione allergica e quindi la scomparsa netta riduzione dei sintomi

Raramente la somministrazione del vaccino può provocare reazioni avverse che possono arrivare allo shock anafilattico. Per questo dopo ciascuna somministrazione occorre trattenersi nell’ambito in cui è somministrato per mezz’ora, trascorsa la quale la possibilità di reazione è praticamente nulla.

I Dolcificanti sono cancerogeni?

Dolcificanti

Molti dolcificanti diversi

I dolcificanti artificiali sono dei prodotti che hanno la funzione di dolcificare gli alimenti con un utilizzo alternativo allo zucchero, particolarmente utili in tutti i casi in cui l’assunzione di zuccheri sia sconsigliato o addirittura vietato, come in caso di diabete. Anche nelle diete dimagranti, laddove le calorie apportate dallo zucchero sono incompatibili con l’obiettivo della dieta, i dolcificanti consentono di ottenere lo stesso effetto dello zucchero ma praticamente senza apporto di calorie.

Diversi anni fa si è accesa una attenzione rispetto alla possibile nocività dei dolcificanti e un allarme è sorto rispetto alla saccarina, un dolcificante parecchio utilizzato all’epoca ritenuta un prodotto cancerogeno.

In effetti la saccarina è stata accertata come causa di insorgenza di tumore della vescica nei topi in seguito ad esperimenti di laboratorio. Questa scoperta ha portato, negli USA, all’obbligo di avviso di nocività per rischio di tumore sule confezioni di tale dolcificante, una cosa anche discutibile poiché se si ritiene che un certo prodotto sia cancerogeno si dovrebbe semplicemente vietare non limitandosi ad un semplice avviso.

Ulteriori studi hanno portato in seguito a capire che la cancerogenicità accertata sui topi non lo è, invece, per l’essere umano in quanto i meccanismi biochimici sono diversi rispetto ai topi e in conseguenza di questo l’obbligo di avviso sulle confezioni di saccarina è stato revocato.

In ogni caso sono proseguiti gli studi anche su altri dolcificanti nel frattempo prodotti e che oggi sono presenti sugli scaffali di negozi e supermercati; la saccarina è caduta in disuso ma non per la sua presunta e smentita cancerogenicità ma per motivi organolettici, per il potere dolcificante aumentato e migliorato con altri prodotti.

L’Aspartame

Un altro dolcificante tuttora utilizzato, l’aspartame, è stato accusato di essere causa di tumore al cervello riferendo un sensibile aumento di questo tipo di tumore dopo l’approvazione dell’aspartame come dolcificante, nel 1981 ma esperimenti su cavie non dimostrò mai questo sospetto.

Ulteriori indagini a seguito di un nuovo allarme dello stesso tipo nel 1996 dimostrarono come l’aumento di casi di tumore al cervello iniziò già nel 1973, ben 8 anni prima dell’approvazione e dell’immissione sul mercato dell’aspartame.

Ancora un’accusa di legame con linfomi e leucemie fu smentito da ricerche scientifiche anche con somministrazione di altissime dosi di aspartame in cavie da laboratorio. Ad oggi si può affermare la sicurezza di questo dolcificante.

 Il Ciclamato

Sembra proprio che il timore della cancerogenicità dei dolcificanti sia di grande proporzione in quanto anche il ciclamato fu accusato di essere responsabile di tumori alla vescica ma la FDA, l’Ente americano che vigila sulla pericolosità di farmaci ed alimenti in realtà non ha mai trovato evidenze di tale collegamento.

A scopo precauzionale venne sospesa la sua vendita in attesa di accertamenti nel 1969 ma dopo le ufficiali smentite sulla sua cancerogenicità e anche co-cancerogenicità, ossia la capacità di rendere cancerogeni altri cibi attraverso reazioni chimiche nell’organismo, vennero presentate istanze per il ripristino commerciale del prodotto che, tuttavia, non venne mai più autorizzato per il sospetto di altre nocività. In Italia è, invece, tuttora autorizzato.

Acesulfame, Sucralosio e Neotame

L’industria ha prodotto nel tempo altri dolcificanti, alcuni per un utilizzo generico, altri dedicati a particolari lavorazioni alimentari, quali l’Acesulfame, il Sucralosio e il Neotame.

Anche per questi dolcificanti la scienza ha approfondito le potenziali nocività legate al loro utilizzo con particolare attenzione alla possibilità che potessero essere responsabili in qualche modo e in qualche grado dello sviluppo di tumori ma dopo oltre 100 ricerche scientifiche nulla è stato trovato di negativo a carico di questi dolcificanti che, quindi, possono essere utilizzati con la massima certezza e serenità.

In genere i dolcificanti sono utili a ridurre l’apporto calorico, a controllare i livelli di glicemia nel sangue e ridurre i rischi di carie dentali.